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Autori: Roberto Pio Capotosti
Etichetta: Randolph Carter
Genere: Cantautorato
“LA TELA DI PENELOPE”: RANDOLPH CARTER E LA ROTTURA CHE DIVENTA LIBERTÀ

Un brano sulla necessità di smettere di rammendare ciò che non si può più salvare, per scegliere finalmente se stessi.

Randolph Carter, nome d’arte del cantautore diciannovenne Roberto Pio Capotosti, pubblica “La tela di Penelope”, brano che racconta la rottura definitiva con un ambiente e una relazione capaci solo di svuotare chi li vive.
Il testo restituisce un mondo che recita normalità, fatto di ruoli imposti e sorrisi di circostanza, e un protagonista che decide di non lasciarsi più modellare da aspettative altrui. La fuga raccontata nel brano non è resa, ma autoconservazione: il momento in cui si smette di prendersi colpe non proprie e di restare in silenzio pur di essere accettati.
Dà il titolo al brano l’immagine della tela di Penelope, da sempre simbolo dell’attesa e del rimando infinito: qui, al contrario, la tela viene finita, e smettere di disfarla diventa un atto di scelta verso se stessi.

“Perché sei un ragno rintanato nei ricordi, come una mosca rimanevo intrappolato, ma ora no.” da “La tela di Penelope”

Roberto Pio Capotosti, in arte Randolph Carter, ha diciannove anni e suona chitarra, basso, piano e sax, curando in prima persona composizione e produzione dei propri brani. Cresciuto tra l’Accademia Musicale Domus Form di Volla e, dal 2025, il Conservatorio Giuseppe Martucci di Salerno, ha già raccolto riconoscimenti importanti: la menzione speciale al Bim Festival RUMORE 2024 per l’inedito “Santamaria”, legato al progetto “Teatro, Carcere, Legalità” del Comune di Napoli, le finali nazionali del Tour Music Fest 2025 con “Filature”, e una partecipazione a Casa Sanremo Live Box nel 2026.

Cristiano Romanelli