Pompei: l’amore che resta mentre il mondo brucia
“
Pompei” di
Dario Manzo è una canzone che parla di fine del mondo, ma lo fa scegliendo un punto di vista intimo, quasi silenzioso. Tra guerre ignorate, cieli tossici e telegiornali che annunciano apocalissi quotidiane, prende forma un immaginario drammatico e volutamente disturbante. Eppure, dentro questo scenario incendiato, emerge una storia piccola e potentissima: due persone che decidono di restare insieme mentre tutto crolla.
Il brano utilizza il simbolo di Pompei non come nostalgia, ma come metafora contemporanea. Non c’è romanticismo facile, non c’è consolazione. È un pop che non accarezza per tranquillizzare, ma che espone la realtà per quello che è: fragile, instabile, spesso spaventosa. E proprio per questo l’amore diventa un atto quasi politico, una forma di resistenza.
La scrittura di Dario Manzo è attraversata da una rabbia lucida e da un’ironia amara, che convivono con momenti di tenerezza non programmata. “Pompei” voleva forse essere solo una canzone d’amore, ma l’amore oggi passa inevitabilmente attraverso l’incendio del presente. Restare, scegliere di non scappare, diventa un gesto radicale.
Dario Manzo ha sempre caratterizzato il suo progetto artistico con una forte attenzione ai temi sociali. Anche in un contesto indie pop che vira sul folk, la sua scrittura non si sottrae mai alla realtà: osserva, denuncia, riflette. Segue sempre i propri sentimenti, senza costruzioni forzate, e proprio questa coerenza emotiva lo rende originale e riconoscibile. In “Pompei” la dimensione privata e quella collettiva si intrecciano, ricordandoci che, anche quando il mondo sembra sul punto di esplodere, qualcuno può ancora restare.
Rhoon Records