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Autori: Emanuele Aceto, Daniele Greco, Ivan Antonio Rossi
Etichetta: Mazinga Dischi
Genere: Pop
“Luce dalle crepe” è il nuovo singolo di EMAN, disponibile per tutte le radio da mercoledì 22 aprile. Il titolo, che richiama la celebre immagine di Leonard Cohen “c'è una crepa in ogni cosa: è da lì che entra la luce”, non è una citazione, ma una visione indipendente e convergente: il dolore come varco, non come ostacolo, e la precisa consapevolezza che attraversarlo è possibile, ma solo a patto di riconoscerlo.
 EMAN è un cantautore dalla forte identità, capace di fondere nel suo corso artistico reggae, elettronica e scrittura d’autore. Muove i primi passi nella scena reggae calabrese, fondando nel 2005 il Sound System Pennywise. Dopo l’esordio autoprodotto Come Aceto (2009), si fa notare con Insane (2012), firmando con Sony Music Italy. Nel 2016 pubblica Amen, album di successo tra impegno e ironia, seguito da un tour sold out. Nel 2019 esce EMAN, con brani intensi come Tutte le volte. Dal 2021 avvia una fase più introspettiva, proseguita con l’EP Distratto (2023). Con oltre 100 concerti alle spalle e più di 200 milioni di visualizzazioni complessive per i suoi video, EMAN è una presenza artistica originale e in continua evoluzione.
 Parlando di Luce Dalle Crepe Eman afferma: “Questo brano nasce da un periodo in cui mi sono trovato a fare i conti con una grande sofferenze e insieme con la sensazione sempre più nitida che viviamo in una cultura che ha paura del dolore — che lo medica, lo distrae, lo accelera via pur di non affrontarlo. Ho capito che quello che mi distingueva, a questo punto della mia vita, non era l'assenza di dolore, ma la capacità di riconoscerlo. E riconoscerlo significa poterlo attraversare.”
 La sofferenza, vissuta in prima persona, diventa occasione per osservare come la società contemporanea tratti il dolore come un problema tecnico da risolvere, un'anomalia da eliminare; Eman propone invece di acquisire la capacità di stare dentro ciò che fa male senza dissolversi, affrontandolo con occhi e cuore esposti totalmente alla vita e alle emozioni, risalendo infine affamati di vita, più forti e consapevoli di prima.

LUCE DALLE CREPE – crediti del brano

Eman: voce, cori
Michele Santoleri: Batteria, Percussioni
Michele Amoruso: Basso Elettrico
Daniele Greco: Chitarre acustiche, Chitarre elettriche, Arrangiamenti
Ivan A. Rossi: Chitarre Elettriche, Sintetizzatori, Programmazioni
Lorenzo Di Blasi: Pianoforte, tastiere
Eloisa Manera: Violino
Mariella Sanvito: Violino
Viola: Carmelo Patti
Violoncello: Daniela Savoldi

Prodotto, arrangiato, registrato, mixato e masterizzato da Ivan A. Rossi all’8brr.rec Studio (Mi) e al Sartoria57 Studio (Mi).
Assistente di Studio: Lorenzo Di Blasi
Arrangiamento Archi: Ivan A. Rossi e Lorenzo Di Blasi

Artwork: Paolo Castaldi
Foto: Mattia Gozzo
Stylist: Aurora Minio

Etichetta: Mazinga Dischi
Edizioni: Octopus Edizioni / Edizioni Emmekappa
Distribuzione: Believe
Ufficio Stampa e Promozione: Big Time

BIO EMAN
 
Eman — nome d’arte di Emanuele Aceto — si afferma come una delle voci più singolari e irrequiete della musica italiana contemporanea. Cantautore dotato di una versatilità non comune, costruisce un lessico sonoro che elude definizioni facili, attraversando reggae e ombre dark, slanci electro-rock e una scrittura d’autore che dialoga apertamente con un immaginario internazionale.
Il suo percorso prende forma nella vivace scena reggae e dancehall della Calabria dei primi anni Duemila. Nel 2005 fonda il sound system Pennywise, che lo porta a confrontarsi con il circuito degli open mic in tutta Italia, affinando una presenza scenica già carismatica e una voce in cerca di traiettorie personali. Nel 2009 pubblica Come Aceto, lavoro interamente autoprodotto che lascia intravedere una direzione già precisa, pur nella sua natura ancora in divenire.
Il 2012 rappresenta un momento di svolta. Il brano Insane cattura l’attenzione dell’industria discografica e conduce a un accordo con Sony Music Italy, segnando l’ingresso in una dimensione più ampia senza sacrificare l’urgenza espressiva. Nel 2016 arriva Amen, primo album ufficiale, che entra nella classifica FIMI e si distingue per una scrittura capace di tenere insieme immediatezza e densità tematica. Il singolo omonimo domina per settimane la Viral50 di Spotify, mentre l’album nel suo complesso oscilla tra tensione civile (Amen, Chiedo Scusa) e un’ironia affilata, talvolta provocatoria (L’amore ai tempi dello spread, Svegliati, Polvere e Ossa).
È però dal vivo che Eman rivela pienamente la propria statura. L’Amen Tour del 2016 attraversa le principali città italiane registrando una sequenza di sold out, culminata nel doppio tutto esaurito al Teatro Politeama di Catanzaro—episodio che ne certifica la capacità di trasformare la scrittura in esperienza condivisa, fisica, quasi rituale.
Nel 2019 pubblica EMAN per Artist First, anticipato dai singoli Icaro, Milano e Tutte le volte. Quest’ultimo, accompagnato da un videoclip ispirato alla vicenda di DJ Fabo, rappresenta uno dei momenti più intensi della sua produzione recente, dove la dimensione personale si intreccia con una riflessione etica più ampia. Nello stesso anno, la partecipazione al Concerto del Primo Maggio a Roma ne sancisce una presenza ormai centrale, preludio a un lungo tour attraverso la penisola.
L’approdo in Mescal nel 2021 apre una fase più introspettiva. Brani come Il Matto, Cobalto e L’Alba mostrano una scrittura che si fa più rarefatta, quasi meditativa, con il tema della libertà a fare da asse portante.
Con l’EP Distratto (2023), Eman aggiunge un ulteriore capitolo a un percorso coerente nella sua evoluzione, mentre l’intensa attività live tra il 2023 e il 2025—oltre cento concerti tra festival, club e rassegne—ne rafforza la reputazione come performer capace di abitare il palco con autenticità e tensione narrativa.
I suoi videoclip superano più di 200 milioni di visualizzazioni complessive: dato che riflette non solo l’ampiezza del suo pubblico, ma anche la capacità di tradurre la propria visione artistica in un immaginario visivo riconoscibile e condiviso.
Nell’ottobre 2025 torna in studio per lavorare a nuove produzioni previste per l’estate 2026. Se la sua traiettoria suggerisce qualcosa, è che ogni nuovo lavoro non rappresenta una semplice continuità, ma piuttosto una ridefinizione del proprio linguaggio, un movimento costante verso territori ancora inesplorati, lontani dalle coordinate più prevedibili del pop italiano.

 

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