Brano straniero
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Autores: Irene Loche
Etiqueta: Irene Loche
Tipo: Folk
IRENE LOCHE
ESCE VENERDÌ 27 MARZO IL SINGOLO
“GREEN WAVE”
Il brano che anticipa il nuovo album della cantautrice sarda

 
Da venerdì 27 marzo sarà disponibile in rotazione radiofonica e su tutti i digital store “Green Wave”, il nuovo singolo di Irene Loche, primo estratto dal nuovo album della cantautrice sarda.



Registrato a Los Angeles in una dimensione essenziale di sola voce e chitarra, “Green Wave” è un brano intimista che racconta il momento delicato e universale del distacco: il coraggio di lasciare casa, attraversare l’oceano e aprirsi a una nuova vita. Un viaggio emotivo fatto di paure, nostalgia e speranza, che si fondono in un’unica, potente “onda” interiore. La produzione, curata da Michael Jerome Moore (già collaboratore di Slash, Keb’ Mo’ e John Cale) e Massimo Satta (al fianco di Mogol, Lucio Dalla e Mario Biondi), valorizza la purezza del brano attraverso arrangiamenti essenziali, accordi aperti e una melodia calda e avvolgente che richiama il respiro del mare. Le sonorità, intime ma luminose, trasformano il tema della distanza in un abbraccio: il luogo d’origine non è solo “casa”, ma una parte indelebile dell’identità, capace di vivere e risuonare anche a migliaia di chilometri di distanza.

«Se fosse possibile rendere materiale un ricordo, questa canzone ne sarebbe l’esempio — dichiara Irene Loche — ho scritto questo brano sulla spiaggia, vivendo ogni parola e ogni emozione. Ricordo che musica e parole sono arrivate in un momento e mi sono ritrovata come dentro a un film. Green Wave è legata a uno dei ricordi più surreali e preziosi della mia vita. Ho avuto l’occasione di suonarla nella demo room del mio amico liutaio Bill Asher, di fronte a Jackson Browne, uno dei più grandi cantautori della scena americana e un mio punto di riferimento enorme. Avevo il cuore a mille. Mi ha ascoltata suonare e ne è rimasto felice, anche se all’inizio, complice la mia pronuncia ancora un po’ incerta, ha capito “Grain Wave” invece di “Green Wave”, e siamo scoppiati tutti a ridere. La mia vita, rispetto a quella di persone come lui, è minuscola, ma mi sento profondamente fortunata ad aver raccolto un ricordo così. Io non so dove mi porterà questa vita: sto ancora cavalcando l’onda e non ho paura di ammettere le mie fragilità. Con questo disco vorrei riuscire a far trasparire davvero chi sono, con onestà: pregi e tantissimi difetti. Con Green Wavevorrei che chi ascolta si sentisse avvolto, cullato. Vorrei abbracciare chiunque abbia vissuto ciò che ho vissuto io, provare a dare un po’ di calore e di forza e sentirmi vicina a chi mi ascolta».

Il singolo anticipa un album che si preannuncia profondamente personale e ricco di suggestioni, confermando Irene Loche come una voce sensibile e intensa nel panorama cantautorale contemporaneo.

BIOGRAFIA


Irene Loche è una chitarrista, cantante e compositrice sarda. La sua musica nasce dall'incontro tra bluessoulrock e sonorità Americana, riflettendo una continua esplorazione e una profonda passione per i generi che la ispirano fin da giovanissima. Con uno stile autentico e personale, Irene crea un suono capace di toccare le corde più profonde dell’emozione. Partecipa a numerosi festival in tutta Europa, conquistando il pubblico con la sua presenza scenica magnetica e un repertorio che racconta tanto di sé quanto del mondo che la circonda. Le sue canzoni spaziano da esperienze intime a riflessioni universali, e si distinguono per la capacità di creare un legame emotivo con chi ascolta. Nel 2015 diventa l’unica artista italiana endorser della storica casa di amplificatori Magnatone, un riconoscimento che celebra il suo talento e la sua dedizione alla chitarra. Nel 2025 Irena pubblicherà il suo nuovo EP, prodotto da Steve Postell e Massimo Satta, distribuito da IRMA Records. Registrato tra Los Angeles e la Sardegna, il progetto affonda le radici nel sound dell’Americana, con influenze che richiamano artisti come Anders Osborne e Gary Clark Jr.
A impreziosire il disco, la partecipazione di musicisti di fama internazionale come Leland Sklar e Steve Ferrone, che ne esaltano la profondità e l’intensità sonora.

Giovanni Boscaini