Brano straniero
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Authors: Vinicio Simonetti
Type: Folk
La verità arriva sempre di traverso, prima ancora che le parole trovino il coraggio di ospitarla. Entra senza bussare, con la luce cruda di qualcosa che non ha avuto il tempo di vestirsi bene, e resta lì, nuda, ostinata, impossibile da ignorare.

In questo spazio sospeso, dove l’emozione precede la voce, prende forma “Before I Can Tell”, il nuovo brano di Vinicio Simonetti: in quel retrobottega emotivo dove il pensiero precede il linguaggio e la verità arriva nuda, senza trucco.

La canzone procede come un piccolo inventario dell’intimità, raccogliendo ogni incertezza con un’attenzione chirurgica.

“Precious mind / Out of sight…” suona come un autoritratto visto attraverso uno specchio appannato, dove la bellezza c’è ma deve fare i conti con la distanza, con l’imperfezione dichiarata, con quel “I’m a mess” che è più un atto di coraggio che una scusa.

E quando arriva la domanda “Will you test?”, si capisce che sta parlando del limite esatto tra desiderio e paura: la richiesta non è di essere capito, ma di essere tenuto fermo mentre tutto trema.

Il ritornello riapre la porta della vulnerabilità. Qui emerge l’idea che esista un “altro me”, un doppio timido, quasi clandestino, che vorrebbe parlare ma non sa ancora come. È come se il brano mettesse in scena il momento appena precedente alla confessione, quando la verità scalcia per uscire ma la bocca non si decide.

“Before I Can Tell” è un gesto più che una canzone: un invito a osservare il proprio disordine senza ridurlo, a lasciarsi guardare mentre si è ancora incompiuti. Vinicio Simonetti ci porta dentro un luogo dove la sincerità non è un proclama, ma un lavoro difficile, fatto di inciampi, di pudore, di bellezza irregolare.

Ascoltarla significa accettare un piccolo rischio: quello di vedere sé stessi nel punto esatto in cui si stava cercando di non guardare.

Valerio Tomassini