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RADIO DATE
Autores: Riccardo Fedrigo, Alessandro Donerà
Tipo: Rock
MATER
VENERDÌ 16 OTTOBRE IN RADIO IL NUOVO SINGOLO
“CAPITE SOLO I MORTI” 
DALLO STESSO SULLE PIATTAFORME DIGITALI IL NUOVO EP
“CHE GIOCO È”

Da venerdì 16 ottobre sarà in rotazione radiofonica “Capite solo i morti” (Altodischi/Black Candy), il nuovo singolo della band emiliana MATER. Dallo stesso giorno sarà disponibile sulle piattaforme digitali "Che gioco è", il nuovo EP della band.
Nato durante un’estate bolognese nei pressi di Piazza Santo Stefano, il brano affronta il tema del giudizio e della manipolazione delle vite altrui, raccontando il paradosso di chi riesce a riconoscere il valore di una persona soltanto quando la sua scomparsa rende impossibile qualsiasi riparazione.

Rispetto all’urgenza espressiva del precedente singolo Adolescenti, la canzone si sviluppa attraverso atmosfere più lente e sospese, accumulando progressivamente una tensione emotiva che trova sfogo nel ritornello. Il verso “Non lasciatemi” restituisce il bisogno più elementare di non essere abbandonati, mentre l’immagine di una bomba che esplode in bocca diventa la metafora di una ferita alla quale si sopravvive senza riuscire a recuperare completamente la capacità di sentire. Una riflessione sulle assenze, ma anche su tutto ciò che le precede: parole non dette, giudizi pronunciati con leggerezza, rapporti compromessi e ferite inflitte senza comprenderne fino in fondo le conseguenze.

Il senso di disorientamento che attraversa il singolo si estende all’intero EP, nel quale precarietà economica, conflitti generazionali, rapporti familiari e fragilità personali si intrecciano in una visione disincantata del presente.

«"Capite solo i morti" è il suono dello straniamento supremo: quando ti rendi conto che tutti gli altri ti appaiono come personaggi di un film surreale, e neanche di quelli più belli. A me è successo quando ho visto morire mia madre, ancora giovane. Da quel momento, tutto ciò che mi circondava è cambiato di colpo. Le persone mi sembravano assurde, grottesche, meschine. Poi ripensavo ai tempi delle elementari e mi rendevo conto che, in fondo, era sempre stato così. Solo che non ero mai riuscito a comprenderlo fino in fondo. In quel momento ero come uno a cui era esplosa la testa, ma che era rimasto vivo. Ed eccomi qui, ancora vivo, ma senza più