Questo brano nasce da una storia personale fatta di un’attesa lunga e non sempre semplice. È il risultato di un percorso che ha richiesto tempo, pazienza e determinazione, che oggi trova un senso nuovo nell’arrivo di mia figlia.
“Ho urlato così tanto /
a tutto l’universo /
perché in fondo credevo /
di averti ancora perso /
e non sai quanto ho pianto /
quando me l’hai detto /
che ho ribaltato il mondo /
e lei ti aveva dentro”
La canzone ruota intorno a un concetto preciso : il momento in cui immagino Allegra per la prima volta tra le mie braccia. Da lì si sviluppa un racconto che alterna speranza, emozione e leggerezza, cercando di restituire in modo diretto uno stato d’animo difficile da definire e che provo a descrivere in proiezione.
“In testa ho solo un flash di cose /
Un po’ come la vie en rose”
Nel testo c’è anche una scena volutamente ironica : il giorno del parto, in ospedale, dove mi immagino talmente sopraffatto e fuori controllo da scrivere “Ti Amo” su un muro del corridoio, per poi essere richiamato dal caposala.
A quel punto la reazione è istintiva: mi scuso, ammettendo di non capirci più niente, perché l’emozione è troppo grande.
“Ho scritto Ti Amo sopra un muro /
Nei corridori dell’ospedale /
E prima che venissi al mondo /
Già mi volevano arrestare”
È un brano che unisce intensità e spontaneità, senza retorica, e che prova a raccontare la paternità nel suo lato più umano : imperfetto, emotivo e reale.
Valentina Spada