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RADIO DATE
Autori: Alessandro Mannarino
Etichetta: BMG
Genere: Pop
È proprio vero che Maradona sta in cielo

MANNARINO

PRESENTA
Primo Amore
L’ALBUM CHE SEGNA UNA NUOVA FASE DEL SUO PERCORSO ARTISTICO
FUORI DA VENERDÌ 8 MAGGIO
IN FORMATO FISICO E DIGITALE

A cinque anni dall’ultimo progetto discografico, Mannarino torna con Primo Amore (BMG), disponibile da venerdì 8 maggio su tutte le piattaforme digitali e in formato fisico. Il nuovo album segna una nuova fase del suo percorso artistico e conferma l’artista tra le voci più incisive del panorama italiano contemporaneo, interprete di un cantautorato popolare e non convenzionale.

Primo Amore è un mondo sonoro in cui c’è un uomo sospeso tra cielo e terra, vita e morte, luce e oscurità. Il disco nasce da una profonda ricerca di senso e si sviluppa attorno a una domanda essenziale: chi siamo davvero? Il titolo Primo Amore rimanda al momento in cui qualcosa nasce e, allo stesso tempo, muore per sempre. È lì che tutto diventa eterno. Il disco prende forma come un viaggio circolare, una traiettoria emotiva che inizia e si conclude da dove era iniziato. Dopo un’apertura più luminosa e impulsiva, il racconto si addentra progressivamente in una dimensione più interiore e immersiva. Anche nella scrittura, Mannarino sceglie di sottrarre piuttosto che aggiungere, cercando parole necessarie, capaci di restituire senso più che costruzione. Da questo smarrimento prende vita un lavoro attraversato dalla consapevolezza del dolore, ma sostenuto da energia, movimento e ritmo, vissuti come atto di celebrazione della vita.

Da qui nasce l’anima del disco: un continuo oscillare tra opposti che convivono e si rincorrono. Bene e male, vita e morte, essere e non essere, contrazione ed espansione. Primo Amore si muove dentro questa danza continua sospesa tra realtà e immaginazione, istinto e visione, in un equilibrio instabile in cui ogni brano dialoga con l’altro. Le canzoni diventano così frammenti di un unico racconto emotivo e spirituale, attraversato da immagini quotidiane, slanci visionari e tensioni profondamente umane. C’è molto di Mannarino dentro questo album: nelle domande che pone, nelle contraddizioni che accetta, nella ricerca di una forma di verità che non sia una risposta definitiva, ma l’attraversamento delle cose.

Direzione artistica e produzione di Francesco Fugazza, con un suono costruito tra Roma, Milano e Brooklyn negli studi di Mauro Refosco, che firma le percussioni e contribuisce a una struttura ritmica organica e pulsante. Accanto a questo, sintetizzatori e chitarrini essenziali definiscono un immaginario sonoro che richiama la strada, luogo originario da cui nascono le storie dell’album. Le influenze spaziano dalla dub al folk romano, dal reggae all’elettronica contemporanea, in una contaminazione fluida che mantiene il suono in costante movimento.

Primo Amore è disponibile su tutte le piattaforme digitali e in quattro formati fisici: CD, vinile nero, vinile colorato rosso trasparente Collector’s Edition con cover alternativa, in edizione limitata e numerato (esclusiva per lo Store BMG/Universal) e vinile colorato bianco opaco Collector’s Edition con cover alternativa (esclusiva Amazon), in edizione limitata e numerato. Inoltre, Discoteca Laziale dà la possibilità di acquistare il CD o il vinile nero standard insieme a una speciale cartolina autografata.

Primo Amore
TRACKLIST
Ciao
Dammi
Maradona
Per un po' d'amore
Carne
Venere
Kalanera
Bambino
Primo amore

Primo Amore
TRACK BY TRACK
CIAO
Costruito su un ritmo avvolgente e magnetico, il brano immerge fin dalle prime note nell’immaginario sonoro di Mannarino. Tra cieli scuri e città che respirano a fatica, Ciao si muove per immagini e restituisce una riflessione sulla fragilità umana come forma di resistenza. Ne emerge un racconto profondamente umano, in cui la libertà diventa linguaggio e chiave per attraversare il presente, più che una condizione da raggiungere. Primo ingresso nel disco, ne anticipa già il movimento interno: uno stato di attraversamento in cui perdita e slancio convivono e la direzione resta continuamente instabile. Un vero e proprio manifesto, che dà avvio al dialogo tra i brani e al viaggio che attraversa tutto Primo Amore.
DAMMI
Dammi è una preghiera laica che attraversa il buio per cercare la luce, una voce che interroga il reale e ciò che lo oltrepassa. Il brano racconta il percorso di un’esistenza, dalla nascita alla morte. La lingua, la parola, la legge, l’organizzazione della società, del lavoro e del denaro convivono e si scontrano con ciò che sfugge al controllo: l’irrazionale e il desiderio.
«Damme un po’ d’amore che me piace morì / che nun vojo morì» diventa il cuore pulsante del brano: una contraddizione primordiale, sospesa tra attrazione e resistenza e che attraversa tutto l’album. Anche “dammi un sabato illegale” assume il valore di un’invocazione capace di interrompere, almeno per un momento, il peso delle regole e della realtà.
MARADONA
Tra ospedali, tribunali e metropolitane, la realtà si frammenta in immagini quotidiane che restituiscono un’umanità fragile, attraversata dalle crepe della costruzione. Al centro del brano convivono due dimensioni che non si separano mai: l’uomo e “D10S”, la vita concreta e il sogno. Nel continuo passaggio tra realtà e immaginazione, il brano tiene insieme ciò che accade e ciò che resta, fino a dissolversi in un’eco: “Maradona sta in cielo”.
PER UN PO’ D’AMORE
Per un po’ d’amore: la vita, la perdita, o due presenze che condividono la stessa esperienza fino ad allontanarsi: “ce ne andiamo via dal mondo, ma solo per un po’”. “Quando tutto si frantuma non pensare che sei una” diventa allora un’intuizione che rompe i confini dell’io, lo espande, lo disperde e lo ricompone in qualcosa di più grande. È una canzone che può stare nel dolore, nell’amore o in una dimensione più visionaria. Non spiega, non chiude, ma lascia spazio, come un’eco.
CARNE
Carne descrive l’essere umano nella sua dimensione fisica, esposto e ridotto a corpo dentro un sistema che tende a trasformarlo in funzione. Nel brano, la carne diventa il luogo delle contraddizioni, ciò che viene prodotto, consumato e controllato. È una visione in cui l’uomo si è progressivamente trincerato nella razionalità per sopravvivere alla struttura sociale, perdendo però una parte più invisibile di sé. Da qui emerge una mancanza più ampia, legata a una dimensione sacra e misteriosa dell’esistenza, qualcosa che sfugge a ogni logica di utilità. Carne è un brano profondamente umano proprio perché mette a fuoco questa frattura tra ciò che il corpo è diventato nel mondo e ciò che l’uomo continua, in qualche modo, a essere.
VENERE
Venere nasce dall’immagine di un amore leggero, quasi sospeso, che si apre come un inizio possibile e progressivamente si incrina dentro una realtà più dura e ambigua. La canzone si muove per scene e sovrapposizioni: una figura femminile attraversa desiderio, esposizione e perdita, mentre lo sguardo cambia continuamente prospettiva, fino a confondere chi racconta e chi viene raccontato.
KALANERA
In Kalanera Eros e Thanatos si intrecciano nello stesso movimento: ciò che genera vita e ciò che la consuma si toccano continuamente, senza separazione. Il brano si apre con un’immagine di rottura: “C’è un tremore nero dentro al cielo prima di precipitare”. Dentro questa visione, bene e male non sono opposti netti ma parti dello stesso movimento che si rovescia continuamente. “C’è la guerra dentro un teschio nero e chi la vince… bene o male” diventa il punto in cui questa ambiguità si rivela. La dimensione è ciclica, ascesa e caduta avvengono simultaneamente fino a una progressiva perdita di senso. A quel punto rimangono solo i suoni, i respiri e i versi umani. Kalanera diventa così una danza degli opposti, in cui la vita si regge proprio su questa oscillazione continua tra bene e male.
BAMBINO
Bambino è il momento più mistico dell’album e nasce dalla figura di un bambino perduto, con la faccia da adulto e i passi incerti. È il bambino che continua a vivere dentro ciascuno di noi, quello che attraversa il tempo restando sospeso tra paura e meraviglia, mentre cammina smarrito sul filo del destino, appeso nel cielo fra le stelle. Il brano attraversa il tema della perdita di sé, delle strutture costruite nel tempo e delle certezze a cui ci si aggrappa per restare in equilibrio. Soltanto abbandonando l’ego e lasciandosi cadere diventa possibile &