Brano straniero
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RADIO DATE
Autori: Katya Fiorentino
Genere: Jazz
Comunicato stampa


More than meets the eye 

Singolo estratto dal nuovo album di Yugen – “Picture #2” 

Label: Filibusta Records / Romolo dischi

(distrib. digitale Altafonte Italia, distrib. fisica IRD)

Link Album

Lo smartlink: https://orcd.co/altafonteitalia_yugen_picture2

More than meets the eye è la focus track di Yugen estratta dal nuovo album “Picture #2”, uscito per Filibusta Records (distrib. digitale Altafonte Italia, distrib. fisica IRD).

Con questo nuovo disco, il trio salentino Yugen consegna il secondo capitolo di un progetto sonoro che si muove con rara coerenza tra jazz contemporaneo, texture elettroniche e composizione per immagini. Nove composizioni costruiscono un paesaggio interiore che si dispiega lentamente, per accumulo e sottrazione, lasciando emergere la tensione prima che arrivi la risoluzione, quando arriva. Le armonie abitano la resistenza come si abita un silenzio che non chiede di essere riempito. Non cercano uscita, cercano profondità. La melodia ha la forma delle cose incomplete: non vuole essere ricordata ma sentita. La pulsazione non spinge ma tiene, porta tutto con sé senza fretta. Il piano di Katya Fiorentino è asciutto centro di gravità in cui ogni nota è scelta per quello che lascia fuori e ogni accordo apre uno spazio e lo custodisce senza occuparlo. La sezione ritmica di Stefano Compagnone al basso e Maurizio De Tommasi alla batteria ibrida plasma cicli ritmici che si chiudono su sé stessi, pattern che mutano dall'interno senza mai rompere la coerenza dell'insieme.

Picture #2 porta la firma produttiva di Valerio Daniele e si arricchisce della chitarra classica di Alessandro Dell'Anna nel secondo brano. Il titolo, domanda visiva prima ancora che musicale, non è una risposta al disco precedente: è la domanda successiva.

Line Up:

Katya Fiorentino — piano, synth, Rhodes, Stefano Compagnone — basso, Maurizio De Tommasi — batteria, live electronics. Guest: Alessandro Dell'Anna — chitarra classica (track 2)

Tracklist:

The night spoke to me / From the bin to the sunrise / When order fell in love with chaos / Risveglio di settembre / The diver U-Bow / Picture #2 / More than meets the eye / Time / Petricore

Credits:

Prodotto da Valerio Daniele - Executive Production: Yugen e Associazione Culturale Good Vibes - Sound Engineer: Valerio Daniele. Registrato il 4, 5, 6 febbraio 2026 — SudestStudio, Guagnano (Le), Italia. Mixato e masterizzato marzo–aprile 2026 — Chôra Studi Musicali, Calimera (Le), Italia.

Cover Artist: Paola Tundo - Lettering Artist: Alessandro Fiorentino - Graphic Design / Photo: Giulio Rugge

Discografia:

Yugen - “ Tears and Light” (Dodicilune, 2023)

Yugen - “From the bin to the sunrise” (Filibusta Records, 2026, singolo)

Yugen – “II” (Filibusta Records, 2026)

Bio: Yugen nasce nel 2020 dalla collaborazione ed esperienza trentennale di tre musicisti salentini, e nel gennaio 2022 Yugen registra il primo disco “Tears and Light”, edito da Dodicilune Records e distribuito da I.R.D. Per questo lavoro il gruppo si avvale dell’esperienza e raffinatezza di Valerio Daniele (chitarra), Giorgio Distante (tromba), Francesco Massaro (elettronica).

Nel 2025 è vincitore dell’8a edizione del Premio Carlo Gargioni per la categoria Jazz e finalista al Teano Jazz Contest. Nel 2024 è finalista della 22a edizione del Premio nazionale L’Artista che non c’era. Nel 2022 è vincitore della 4a edizione del Forum Live Jazz festival contest.

Nel 2026 l’uscita del secondo album, “Picture #2” per Filibusta Records.

La Musica

La scelta stilistica del trio offre una trama musicale variopinta, all’interno della quale emerge un’intenzione mutevole e contemporaneamente stabile, l’ostinato è il fondamento sul quale dipingere melodie cantabili e accattivanti incursioni elettroniche.

Una ricerca estetica che fa convergere tre differenti personalità musicali in un comune denominatore in grado di creare un linguaggio del tutto originale, al di là delle classificazioni.

 Yugen non è jazz, non è rock e non è elettronica: Yugen è tutto questo allo stesso tempo.

 

Social Yugen

Sito: yugensound.com

Facebook: facebook.com/yugensoundpuntocom

Instagram: instagram.com/yugen_sound

YouTube: youtube.com/@yugen_s

Label

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Alexandra Loria - alexi@ale-consultandpromote.com - +39 335 709 3734

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Filibusta Records Srls / Romolo Dischi:

Fabio Lauteri 333-3423867 –

info@filibustarecords.com – filibustarecords.com

info@romolodischi.it - romolodischi.it

Contatti per Filibusta Records:

X-Beat - ufficio stampa comunicazione booking

 fabio@x-beat.it

 

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“Dalla cellula al paesaggio”

Yugen lavora per sottrazione e per accumulo lento.

Ogni brano nasce da una cellula: un frammento melodico o armonico essenziale.

Da lì, il trio costruisce nel tempo, prova dopo prova, settimana dopo settimana, lasciando che il materiale si

trasformi attraverso l’ascolto reciproco.

Non c’è una scrittura chiusa, ma un processo che è esso stesso parte integrante del risultato: le idee

vengono messe alla prova nello spazio, nel suono, nel silenzio, così il lavoro del trio si costruisce per

stratificazione, per tentativi, per deviazioni.

Questo processo non è un mezzo per arrivare al brano: è già un viaggio.

La composizione diventa così un equilibrio tra struttura e trasformazione, dove ogni elemento viene portato

al limite della sua possibilità espressiva.

I brani divengono una colonna sonora per immagini non ancora nate, in cui l’ascoltatore è chiamato a

completare un percorso durante il quale ciò che conta non è la fine, ma l’attraversamento.

Musica come spazio filmico — Picture #2

Dove suona un’immagine?

Non su uno schermo, ma nel dipanarsi dei suoni.

È lì che prende forma Picture #2: non come rappresentazione, ma come possibilità.

La musica di Yugen non descrive immagini, le rende possibili, e lo fa attraverso strutture essenziali,

ripetizioni, variazioni minime e sospensioni; il suono costruisce un ambiente percettivo in cui qualcosa può

emergere, senza mai essere imposto.

Picture #2 non è una visione già definita, ma un processo di creazione contenuto nella musica, una

proiezione che accade nell’ascolto.

I brani diventano tracce sonore di un film interiore, fotogrammi in movimento che non esistono prima, ma

nascono dentro chi ascolta ; cinema senza schermo; un disco che non accompagna immagini, le genera.

Tre respiri, una sola musica

Yugen è un equilibrio dinamico tra tre visioni musicali dove il centro non è il musicista, ma la musica stessa.

Ogni brano prende forma attraverso il confronto diretto in sala prove, dove le idee vengono messe in

discussione, trasformate, ridotte all’essenziale.

Le differenze non vengono livellate, ma integrate.

Il suono del trio nasce proprio da questa tensione controllata: tre direzioni che convergono in un unico

linguaggio.

Ne deriva una musica in cui tutto è distribuito in modo orizzontale, senza gerarchie evidenti, e dove ogni

intervento modifica l’intero equilibrio.

La luce trattenuta si fa silenzio

Yugen nasce da un contesto naturalmente associato alla luce, al calore, alla fisicità del suono, alla vocalità e

a un rapporto diretto con il ritmo e la tradizione.

La musica del trio, però, sceglie una traiettoria diversa.

Non cerca l’esuberanza, non lavora sulla citazione, non costruisce la propria identità attraverso riferimenti

immediatamente riconoscibili. Al contrario, Yugen sviluppa un linguaggio rarefatto, essenziale,

contemplativo: fatto di ripetizioni, silenzi, micro-variazioni, architetture lente e spazi sospesi.

Da questa distanza nasce una tensione sottile, destinata a diventare materia sonora: nasce da una

sensibilità calda e luminosa, ma sceglie una forma trattenuta, scarna, quasi fredda.

Il Mediterraneo non appare come superficie, ma come memoria interna.

Il Nord Europa non è un modello da imitare, ma uno spazio mentale da attraversare.

Da questo incontro nasce una musica enigmatica e personale: calda nella tensione emotiva, fredda nella

forma; luminosa nell’origine, ombrosa nel linguaggio; radicata in un luogo ma proiettata altrove.

Yugen costruisce così un territorio sonoro personale, in cui il luogo di provenienza non diventa citazione, ma memoria interna.

Non una fusione di stili, ma una diversa temperatura musicale.

Una musica che non appartiene completamente né al luogo da cui nasce né a quello verso cui guarda.

E proprio per questo trova una voce propria.

XBeat Press