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Brano straniero
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Autores: Francesco Gamberini, Antonio Sorrentino, Federico Mealli, Sharon D'Anzi, Gionatan Leardini
Etiqueta: La Gloria
Tipo: Soul
"My Treasure" racconta un cammino interiore che nasce da un senso di vuoto e mancanza, tipico dei momenti di fragilità e smarrimento. L’io narrante riconosce la propria incompletezza, come se qualcosa si fosse spento dentro, ma allo stesso tempo afferma una scelta decisa: non restare prigioniero di quello stato e non vanificare ciò che Dio ha già compiuto nella sua vita.

Il cuore della canzone è una dichiarazione d’amore e di appartenenza: Gesù è il vero tesoro, Colui che abita nell’anima e rende superfluo ogni altro bisogno. Da questa consapevolezza nasce una gioia nuova, che non rimane chiusa dentro, ma desidera irradiarsi nel mondo, diventando testimonianza e strumento di gloria.

Nel ponte emerge una richiesta sincera e profonda: rimanere nella presenza di Dio per comprendere pienamente quanto il Suo amore sia dolce, ardente e “spericolato”, capace di oltrepassare ogni limite umano.

Il finale suggella tutto con una certezza semplice e potente: Gesù vive dentro di me, e non ho bisogno di altro. Il brano diventa così una preghiera di lode, una confessione di fede e un invito alla fiducia totale.

Gli UpRoad nascono quasi per gioco per partecipare a un concorso musicale, ma una volta iniziato a scrivere, non si sono più fermati. Arrangiati e prodotti da Ornella D’Urbano e Giovanni Bartolucci presso l’HBH Lab, pubblicano il loro primo singolo "No harm (in mighty hands) per l'etichetta La Gloria. La sperimentazione musicale è il DNA del progetto, con un sound che viaggia tra rock, blues, soul, funk, e country.

L’esperienza cristiana è qualcosa che li accomuna: l’amore, la verità, la libertà, sono i valori che gli UpRoad portano nella loro musica. Gli UpRoad sono: Federico Mealli (basso), Antonio Sorrentino (batteria), Gionatan Leardini (violino e chitarra), Francesco Gamberini (chitarra e piano), Sharon (voce).

Questo brano è in gestione esclusiva di SIAE/SCF.

Letizia Kasala