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SEAN ALBAIN

“AUGUST (NOT IN MY NAME)”,

LA FOCUS TRACK DELL’ALBUM DI ESORDIO 

Esce il 24 aprile 2026 contestualmente all'album d'esordio You'll Be Fine, il singolo August (not in my name) di Sean Albain, cantautore scozzese pubblicato dall'etichetta ad est dell'equatore, diretta da Gnut.

Un brano che concentra, in pochi minuti di musica essenziale, la poetica dell'intero disco: la resistenza silenziosa come atto politico, la lucidità di chi osserva senza lasciarsi travolgere.

August (not in my name) nasce da una fotografia. Sean Albain si era appena trasferito da Berlino a Roma quando si imbatté in un'immagine diventata simbolo del Novecento: un uomo in mezzo a una folla di nazisti che salutano Hitler. Lui solo sta fermo, braccia conserte, sguardo dritto. Non protesta apertamente, non aggredisce. Non partecipa.

Quell'uomo si chiamava August Landmesser. Operaio navale amburghese, membro del Partito Nazista fino a quando si era innamorato di Irma Eckler, una donna ebrea. Il regime aveva reso illegale la loro unione. Irma morì in un campo di sterminio. August fu mandato al fronte e dichiarato disperso nel 1944. La fotografia - scattata nel 1936 al varo di una nave - era rimasta anonima per decenni prima che nel 1991 il figlio ne riconoscesse il padre.

Albain non scrive una canzone storica. Scrive una canzone sul presente. Lo spunto biografico di Landmesser diventa lente attraverso cui guardare il mondo contemporaneo: le proteste polarizzate, le appartenenze tribali imposte, il rumore assordante di chi urla senza ragionare. In questo contesto, il silenzio di August — la sua sottrazione fisica e morale dalla folla — diventa l'atto più radicale immaginabile. Non ha detto niente, e ha detto tutto.

Il titolo stesso porta un doppio registro: August è il nome proprio dell'uomo, ma è anche la sua qualità — in inglese august significa solenne, degno di rispetto. Not in my name è la formula storica della dissidenza pacifica, usata in ogni epoca da chi rifiuta di essere complice di ciò che lo circonda. L'accostamento non è casuale: Albain costruisce un cortocircuito tra storia e contemporaneità che è il cuore pulsante dell'intero album.

La produzione di August (not in my name) è coerente con l'estetica lo-fi dell'intero disco: chitarra acustica in primo piano, arrangiamento scarno, voce ruvida e diretta. La scelta sonora rispecchia il soggetto: nessun effetto che distragga dal messaggio. La voce di Albain porta nei suoi graffi tutta la credibilità di chi non ha bisogno di fingere, resa ancora più incisiva dal contrasto con l’inconfondibile timbro di Ilaria Graziano ai cori.

Il risultato è un sound che non appartiene a nessuna scena geografica precisa affidandosi a un folk acustico con radici scozzesi e a una tensione narrativa indie-folk. Il brano, prodotto da Guido Andreani, Stefano Piro e Giovanni Calella è stato registrato presso il Black Star Studio di Milano, mixato dallo stesso Andreani e masterizzato da Giovanni Versari.

AUGUST (NOT IN MY NAME)
CREDITI 

Testo e musica: Sean Albain

Hanno suonato:
Sean Albain: Chitarra e Voce
Ilaria Graziano voce 

Produzione artistica: Guido Andreani, Stefano Piro, Giovanni Calella

Registrato da Guido Andreani

Mixato da Guido Andreani

Masterizzato da Gianni Versari

Etichetta: ad est dell’equatore

Fotografie: Paolo Terlizzi

BIO SEAN ALBAIN

Sean Albain nasce a Glasgow nel 1988. Un'infanzia turbolenta, segnata da violenza e espulsioni scolastiche, lo porta via dalla Scozia a quindici anni. In Irlanda finisce in giri pericolosi e cade nell'eroina. La morte del padre è il punto di svolta: torna a Glasgow, lavora nei bar, studia teatro. A vent'anni parte per l'Africa con pochi soldi e una chitarra, suonando nei pub in cambio di vitto e alloggio. Attraversa Kenya, Tanzania, Zambia, Mozambico, Zimbabwe, Sudafrica. Tenta l'India ma viene respinto. Nel 2011 riparte per il Sud-Est asiatico, dove vive per strada tra stenti, situazioni pericolose e un episodio drammatico in Cina che lo costringe a fuggire nel cuore della notte.

Rientra in Europa, approda a Milano grazie a una ragazza italiana, suona per strada alle Colonne di San Lorenzo e frequenta l'ambiente underground cittadino. Conosce il sound engineer Guido Andreani, il produttore Stefano Piro e Manuel Agnelli, e inizia la carriera discografica. Durante il Covid segue un nuovo amore tra Catania e il Belgio, insegna inglese online e studia psicologia e filosofia.

Torna a Milano per completare il suo primo album, You'll Be Fine, nove brani scritti nel corso di una vita nomade e difficile.

Oggi vive a Dovera, in Lombardia, dove insegna inglese e scrive.

TESTO
August (not in my name)
 

Joined a party everybody's got to work
Had a family
Need to make a buck, need to eat, need to provide
For a kid, and a soon to be illegal wife

Be a man work hard
Keep hate at bay
Don't follow rules
Wait for a sunny day
August didn't fight
He went against the grain
Didn't raise a hand
Said "not in my name"
Stand with the crowd
Don't look around
Picture her now and stay proud
They can never take away
What you refuse to say
Think of her don't be afraid
Down, down.. into your concrete grave
Rise, rise, rise with your heartbeat
Maybe you'll see her again

TRADUZIONE
August (not in my name)
 

Mi sono unito a un partito, tutti devono lavorare
Avevo una famiglia
Devo guadagnare, devo mangiare, devo provvedere
Per un bambino, e una moglie che presto sarà illegale

Sii un uomo, lavora duro
Tieni l'odio a bada
Non seguire le regole
Aspetta un giorno di sole
August non ha combattuto
È andato controcorrente
Non ha alzato una mano
Ha detto "non nel mio nome"
Stai con la folla
Non guardarti intorno
Immaginala adesso e resta orgoglioso
Non potranno mai portarti via
Quello che rifiuti di dire
Pensa a lei, non avere paura
Giù, giù... nella tua tomba di cemento
Alzati, alzati, alzati col tuo battito cardiaco
Forse la rivedrai

Chiara Giorgi