EDDA
disponibile in radio da venerdì 23 gennaio
MUCCA ROSSA
singolo estratto dall'album
MESSE SPORCHE
MUCCA ROSSA è il singolo di
EDDA disponibile sulle piattaforme digitali e in radio da venerdì 23 gennaio, estratto dall'album
MESSE SPORCHE uscito il 17 ottobre
per Woodworm/Universal Music Italia. Disco che, attualmente,
è disponibile solo in formato fisico ad eccezione dei brani "Mucca rossa", "La diavoletto" e "Giorni di gloria, disponibili anche in digitale
.
Mucca rossa è una delle tracce più irregolari di Messe sporche. Non ha fretta, non cerca una direzione e non prova a mettersi in ordine: resta dentro una tensione continua, procede per scarti, si ferma e riparte. Sembra arrivare da un altro tempo; ricorda le ballad degli anni ’60 e ’70, fatte solo del necessario: una melodia, una voce e un’urgenza. È una canzone che sperimenta senza dichiararlo, restando legata a una forma semplice e confessionale.
A raccontare la genesi del brano è lo stesso
Edda:
“Nasce in un pomeriggio in cui volli fare il plagio dei plagi, ma avrei potuto copiare anche dal Cantico dei Cantici se non mi fosse venuta in mente la melodia di Pugni chiusi, una canzone d'amore che mi cantava sempre la mia tata comunista. Poi, non contento passai ad una canzone della Formula 3, ed ecco che nasce la meraviglia. Su una base di panforte ho rilasciato una emulsione di versi sciatti che ricoprono il tutto, anche questi ricordi ancestrali dell'ora di religione in cui mi spiegarono l'importanza di avere una mucca Rossa sempre a porta di mano. Poteva venire una cagata pazzesca ed invece...mi sono sorpreso di me stesso”
Un testo fatto fatto di immagini che arrivano, si susseguono e poi spariscono, inafferrabili: figure giovani e sfuggenti, favole che non consolano, dettagli del corpo, umano e animale, pensieri che fanno giri strani. La “ragazzina nascosta dagli occhiali” non è qualcuno in particolare, ma un’idea: una giovinezza che continua a esistere nella testa anche quando il tempo va avanti.
Quella giovinezza che caratterizza più di tutti Edda, artista della canzone e dell’inafferrabilità della bellezza che non cerca spiegazioni, anzi: fa sgambetti continui, ironizza, sfugge, per ricordarci che è nel non detto che si nasconde il sacro.
In
Mucca rossa affiora anche il rapporto con la
fede, senza diventare spiegazione o risposta. L’immagine della Mucca Rossa entra come qualcosa di vissuto, legato al sacrificio e a un percorso attraversato fino in fondo, oggi lasciato aperto al dubbio.
All’interno di
Messe sporche, il brano resta come un punto scoperto, una zona irrisolta in cui il disco non chiude e non consola.
BIO (scritta da EDDA)
Sono nato per caso in un paese felice che forse felice non è stato mai. Ecco la mia bio, io qui avrei già finito, perché a buon intenditore poche parole e che parole.Il secondo dato importante è che io amo la musica da sempre ma la musica a quanto pare non ama me. In tenera età chiesi per Natale un “Hit Organ Bontempi”, poi il Natale successivo ricevetti una chitarra comprata alla Upim e a 12 anni finalmente una classica Giannini che quel coglione di mio fratello mi spaccò con un pugno. Poi a 14 anni invece del motorino chiesi una Stratocaster con la leva. Andammo in negozio e tornai a casa con una Strato senza leva perché avevo scambiato il jack d’entrata della chitarra per il buco della leva. Così unto dall’umiliazione mi chiusi in casa fino ai 18 anni. A quell’età feci parte dei DHG, poi arrivarono i Ritmo Tribale, un po’ di noi si erano già conosciuti a scuola (un istituto di recupero anni per somari senza futuro). Con loro feci dei dischi, tanti concerti e poi a 33 anni fui colto da illuminazione e sulla via di Damasco sparii dalle scene per svariati anni. Venni ritrovato non so quando e ripresi a fare musica, ho controllato su Wikipedia era il 2009, adesso siamo nel 2025 e questo nuovo disco si chiama Messe Sporche.
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