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Autores: Marzio Gelardini
Etiqueta: ViVo
Tipo: Pop
ViVo presenta “Io sono ViVo”: il brano Pop/Rock Progressive con cui il cantautore Marzio Gelardini rivendica il valore del proprio tempo, rinuncia alle difese e traccia il limite della sua generosità.

Pubblicato il 15 febbraio 2026 e in rotazione radiofonica dal 23 ottobre 2026, il brano è scritto e composto da Marzio Gelardini, con la produzione di Levi Music Studio.

“Io sono vivo, non un semplice aggettivo”: il brano si apre con una dichiarazione di identità che Marzio Gelardini non voleva ridotta a semplice nome d’arte. Il cantautore la descrive come un grido interiore, scritto per ricordare a sé stesso la differenza tra limitarsi a sopravvivere e vivere davvero, perché vivere davvero implica movimento, azione e il rischio di cadere.
A spingerlo a scrivere è stata una serie di episodi vissuti nel suo lavoro. Per molto tempo Gelardini si è messo a totale disposizione dei collaboratori, facendo loro da guida e da psicologo del gruppo e finendo spesso per svalutare con le lamentele il proprio stesso impegno. Quando ha capito la situazione e ha deciso di staccare la spina da quelle persone, si è accorto che nessuno lo cercava più e da quel silenzio è arrivata la consapevolezza del vero valore del suo tempo.
Il testo contiene due messaggi. Il primo è la decisione di non usare più difese né filtri per paura di soffrire, che Gelardini definisce un personale manifesto di autoconsapevolezza estrema e che comporta anche l’abbandono dell’illusione di poter controllare gli altri o di avere influenza su di loro, rimettendo sé stesso e i propri obiettivi al centro di tutto. Il secondo traccia un confine netto tra il dare supporto e il subire un abuso: la sua regola è che chi gli porta un problema deve portargli anche delle soluzioni, altrimenti diventa parte del problema, perché non si può dare da bere a nessuno senza avere prima l’acqua per sé stessi.

“Puoi contare molto su di me, questa volta conto fino a tre”

Il sound di “Io sono ViVo” è definito dall’artista Pop/Rock Progressive, con un tiro ritmico marcato e un carattere molto deciso. Per le atmosfere e le sonorità il cantautore si è lasciato ispirare in parte dallo stile di Prince, mentre per la vocalità ha guardato ad Alex Baroni, richiamando l’energia di “Quello che voglio”. Nel risultato complessivo si avvertono anche sfumature graffianti che possono ricordare il primo Francesco Renga dei tempi dei Timoria e l’approccio dei Negramaro.
Per l’arrangiamento di questo brano Gelardini ha scelto di utilizzare l’intelligenza artificiale e ha poi registrato la traccia presso lo studio che ha curato i suoi brani e parte dei contenuti. La tecnologia gli è servita per dare forma, con estrema sincerità, a quell’energia dirompente e inarrestabile che aveva in testa. L’arrangiamento segue fedelmente il crescere delle parole e alterna momenti più riflessivi ad altri più aggressivi, fino a un bridge di grande impatto e a un’uscita che esplode, rivelando uno slancio che il testo paragona all’acqua viva: “Acqua viva non si può contenere mai”.

Marzio Gelardini, in arte ViVo, è nato a Genova. Si avvicina alla musica da adolescente come cantante di un gruppo che propone cover di artisti del tempo e, spinto dal desiderio di crescere e di sviluppare uno stile personale, studia canto con un soprano lirico, che lo forma a livello respiratorio e vocale e gli permette di affinare e potenziare la voce. Il suo obiettivo, fin dall’inizio, è cantare musica leggera. Negli anni sviluppa anche le capacità di cantautore, esibendosi dal vivo sia con il gruppo sia come interprete dei propri brani originali. Nel 1998 partecipa alle selezioni di Sanremo Giovani, arriva fino alla fase finale e ottiene il riconoscimento come Miglior Cantautore della Liguria con “Mondo Virtuale”, brano da lui scritto e musicato che trattava temi allora innovativi e ancora attuali. In quegli anni entra in contatto con figure di rilievo della musica italiana, tra cui Gianni Morandi, con cui ha uno scambio personale che lo incoraggia a continuare a scrivere e gli ricorda l’importanza di credere nel proprio talento e di non svenderlo.
A cavallo dei primi anni Duemila un grave episodio familiare segna la sua vita e lo porta a mettere da parte la musica per diversi anni, concentrandosi su ciò che conta davvero. Da quell’esperienza arrivano una riscoperta spirituale e un rapporto più intimo con Dio, da cui nascono le sue prime canzoni cristiane. Dopo un percorso interiore e di crescita personale ritrova l’ispirazione e riprende a scrivere con rinnovata passione: compone tra i trenta e i trentacinque nuovi brani, con l’obiettivo di diffondere la sua musica attraverso gli strumenti moderni di condivisione e con l’auspicio di lasciare un messaggio di speranza, consapevolezza e profondità, soprattutto ai giovani, che più di altri sembrano soffrire le contraddizioni del progresso. Nel 2025 partecipa al Tour Music Fest nella categoria “Over 50” con l’inedito “Più importante del resto”. Da questa esperienza nasce, nel 2026, la decisione di ultimare il suo primo disco e di pubblicarlo su tutte le piattaforme digitali, presentandosi ufficialmente con il nome d’arte ViVo. Il disco porta il titolo del singolo presentato al festival e raccoglie undici brani che raccontano la sua vita e il suo percorso.

Cristiano Romanelli