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IL CANTAUTORE IRLANDESE MONCRIEFF PRESENTA 'STUBBORN'

IL SUO LAVORO PIÙ PERSONALE

Moncrieff è tornato con il suo lavoro più personale e compiuto fino ad oggi. "Stubborn" è una lettera d'amore cruda sul prezzo dell'orgoglio — quella forma di orgoglio che corrode lentamente le amicizie che non possiamo permetterci di perdere, abilmente travestita da anthem estivo dal sapore solare.

Scritta sulla lenta dissoluzione di una grande amicizia a seguito di una rottura, la traccia tocca un'esperienza umana universale: la consapevolezza struggente di tutti i momenti che scivolano via mentre il silenzio diventa più assordante di qualsiasi parola. In superficie, è un invito gioioso all'azione — un grido di battaglia per i tuoi amici di sempre, che spinge gli ascoltatori a partire per quel viaggio in macchina, a dire sì a quella serata fuori, e a restare per un'altra birra. Ma sotto il suono vivace e guidato dalle chitarre si nasconde qualcosa di molto più delicato.

"Stubborn parla di un silenzio che diventa assordante. Non stai solo sentendo la mancanza di una persona — stai piangendo tutte le versioni di te stesso che esistevano solo quando eri con lei. Volevo scrivere qualcosa che desse voce a quel sentimento, ma che allo stesso tempo spingesse le persone ad andare a rimettere le cose a posto prima che sia troppo tardi." — Moncrieff

Musicalmente, "Stubborn" segna un'evoluzione significativa per Moncrieff. Allontanandosi dalla ballata introspettiva dei lavori precedenti, il brano fonde il pop contemporaneo con riff di chitarra dalle radici roots e dall'ispirazione Fleetwood Mac — un suono che sa essere allo stesso tempo nostalgico e urgente. Il risultato è una traccia che ti tiene in movimento mentre ti spezza il cuore in silenzio.

"Volevo che la musica sembrasse il ricordo stesso — calda, viva e appena fuori portata. La nostalgia nel suono doveva guadagnarsi l'emozione nel testo." — Moncrieff

Nel suo nucleo più profondo, "Stubborn" esplora la realtà complicata dei giovani uomini che navigano in una cultura che scoraggia l'apertura emotiva — una canzone sulla fratellanza, le maschere che indossiamo e il silenzioso costo di lasciare le cose non dette. È un promemoria che la vita è breve, che il domani non è garantito, e che i momenti che non afferri con entrambe le mani sono quelli di cui ti pentirai per vent'anni.

Eileen Carpio