Cristiano Sbolci pubblica FUORIMODA, il suo nuovo album. Un lavoro che segna un nuovo capitolo nel percorso del cantautore livornese, in cui scrittura intima e immaginario cinematografico si incontrano in una dimensione sonora ispirata agli anni ’70.
LA FOCUS TRACK È ERA UNA SERATA COME TANTE ALL'ORTICA.
“Era una serata come tante all’Ortica” è l’ultimo brano scritto per l’album, nato quasi per caso quando le registrazioni erano ormai in chiusura. Una canzone arrivata all’improvviso, con quell’urgenza rara che hanno certi pezzi destinati a trovare spazio solo all’ultimo momento.
Il racconto prende vita in una notte folle alla balera dell’Ortica, tra luci soffuse, balli sfrenati e personaggi sopra le righe: minigonne, tacchi a spillo, collant e soprattutto Virginia, presenza magnetica e quasi leggendaria che domina la scena. È una notte fatta di eccessi, libertà e illusioni, di quelle che sembrano svanire all’alba ma che, in realtà, restano addosso a lungo, trasformandosi in memoria, nostalgia o rimpianto.
Musicalmente il brano nasceva con l’idea di un blues elegante e provocatorio, dal gusto glam alla Marc Bolan. Durante l’arrangiamento, però, ha preso nuove direzioni, avvicinandosi alle atmosfere dell’ultimo Battisti-Mogol, soprattutto nel lavoro ritmico e nella ricerca di groove essenziali ma incisivi. Basso e batteria diventano così il cuore pulsante del pezzo, sostenendo un feroce talkin’ blues in up-tempo che trascina l’ascoltatore dentro il vortice della notte raccontata.
L'ALBUM FUORIMODA
Scritto da Cristiano Sbolci e prodotto da Francesco Massidda e Federico Nardelli, FUORIMODA nasce da una necessità intima e inevitabile: trasformare il dolore in racconto. Al centro del progetto c’è la fine di un amore non corrisposto, un’esperienza che lascia un vuoto difficile da definire e ancora più difficile da colmare, capace di alterare la percezione stessa della quotidianità.
L’immaginario sonoro e visivo del nuovo progetto di Cristiano Sbolci è inoltre ispirato agli anni ’70, con richiami cinematografici che ne influenzano atmosfere, colori e profondità, evocando qualcosa di lontano dal contemporaneo, come il titolo stesso suggerisce.
Al disco hanno anche collaborato il cantautore romano
Mox su Il rumore di un bacio;
Enrico Gabrielli (polistrumentista membro dei Calibro 35) - sassofono su Fuorimoda (Titoli di testa) e Il vizio (Titoli di coda), flauto traverso su Hai avuto paura? (Intermezzo);
Federico Maria Sardelli (musicista, pittore e scrittore) - flauto traverso su Il vizio (Titoli di coda).
Cristiano Sbolci racconta: «In questo disco l’amore e la morte si muovono come due forze parallele, continuamente intrecciate. La fine di un legame può assumere il peso di un lutto: lascia una ferita aperta, un’assenza che si insinua in ogni spazio e che sembra impossibile da colmare.
“D’amore si muore” è il pensiero che attraversa tutto il lavoro: si vive nell’intensità dell’innamoramento, quando tutto appare amplificato e luminoso; poi arriva un momento in cui quella luce si spegne e lascia spazio al silenzio, alla perdita, a una trasformazione profonda.»
CRISTIANO SBOLCI - BIOGRAFIA
Cristiano Sbolci è un cantautore livornese classe 1989. Cresciuto in provincia con la chitarra, inizia a scrivere canzoni fin dall’adolescenza, portando avanti diversi progetti musicali.
Nel 2016 entra a far parte dei Siberia (Maciste Dischi, Sugar Music), partecipando alla pubblicazione di Si vuole scappare (2018) come bassista, tastierista, chitarrista acustico e corista. Successivamente contribuisce come autore alla scrittura di brani come “My Love”, “Mon amour”, “La canzone dell’estate” e “Carnevale”, contenuti in Tutti amiamo senza fine (2019).
Parallelamente avvia il progetto Caleido, di cui è frontman e unica penna, pubblicando un EP e due album e portando la sua musica in oltre cento date nei club italiani.
Nel 2019 firma un contratto autoriale con Pulp Music, collaborando con artisti della scena pop italiana come Comete e Michele Merlo. Nel 2023 torna al proprio nome, alla sua scrittura e alla sua dimensione più personale, dando forma ai brani che compongono il suo primo album solista, FUORIMODA.
Il disco nasce dalla passione per il cinema, in particolare per gli horror e i thriller italiani degli anni ’70, e si sviluppa come una sorta di colonna sonora costruita sul parallelismo tra opposti: amore e morte, inizio e fine, idillio e distruzione.
Tra le principali influenze musicali figurano, oltre ai riferimenti espliciti presenti nel lavoro, le opere di Ennio Morricone – già insegnante e mentore del padre dell’artista – insieme a Cipriani, Trovajoli e Ortolani.
Teresa M. Brancia