WAYLOZ
‘Many Years’
IL SINGOLO E FOCUS TRACK TRATTO DA ‘WE ALL SUFFER’,
L’EP CHE RACCONTA L’ANIMA ELETTRICA DEL CHITARRISTA,
CANTAUTORE E COMPOSITORE ITALO-NIGERIANO
radio date: 21 novembre
Artist First
‘We All Suffer’, in arrivo il 21 novembre,
è un viaggio tra il rock alternativo, il jazz ed il folk
scopri Wayloz live qui
‘Live at the Omphalos’, con Maniscalco e Silvia Lovicario
In arrivo venerdì 21 novembre, ‘
We All Suffer’ racconta l’anima più elettrica di
Wayloz, chitarrista, cantante e compositore. Il mini-album completa il debutto solista dell’italo-nigeriano Osasmuede Aigbe (Oz) che, già membro dei Gemini Blue, ha intrapreso una carriera in solo che lo ha visto pubblicare a luglio l’ep ‘Half Cast’, quattro brani che hanno raccontato la sua anima acustica, rurale e folk.
‘
We All Suffer’ prosegue il percorso artistico di
Wayloz con cinque inediti coesi nel sound e nell’estetica che affrontano la poetica personale dell’artista. Il disco è stato registrato e mixato in quattro giorni nell’emblematico ‘Poddighe Studio’ a Brescia, imprimendo su nastro un sound dal sapore vintage, grazie anche all’utilizzo di strumentazione come mellotron e wurlitzer, oltre che alla ripresa dei riverberi naturali delle stanze.
Il brano ‘
Many Years’, focus track dell’ep, si presenta come una cristallizzazione sonora dell’identità artistica del progetto, un connubio tra elementi acustici ed elettrici, in un’estetica nebulosa ed impressionista. Il singolo fa dal groove di gran cassa e della chitarra acustica la sua colonna portante, sviluppandosi attorno alla voce e dispiegandosi lentamente verso un sound più elettrico, manifestando un forte dinamismo tra assoli di chitarra e silenzi riflessivi.
L’esecuzione delle composizioni è stata strutturata con l’interpretazione di un power trio di polistrumentisti, creando terreno fertile, in studio, per la creatività e l’interplay.
Nonostante le premesse, ‘
We All Suffer’ rimane un lavoro moderno, dove le influenze del passato e del futuro confluiscono in un unico linguaggio, manifestandosi in un breve ed intenso viaggio che tocca le sponde del rock alternativo, del jazz e del folk primitivista ed inglese.
Attraverso il titolo,
Wayloz vuole sottolineare l’importanza dell’immedesimazione verso l’altro, a discapito di una più cinica e rassegnata riflessione esistenziale: il dolore può diventare il mezzo mediante il quale si riscopre l’empatia, annientando l’io e ponendosi in ascolto del mondo.
‘We All Suffer’ è scritto e arrangiato da Wayloz
Wayloz: voce, chitarre elettriche, chitarre acustiche, flauto, seconde voci
Emanuele Maniscalco: basso, organo, pianoforte a coda, wurlitzer, seconde voci
Carlo Poddighe: batteria, percussioni, mellotron, seconde voci
Registrato al Poddighe Studio
Mix e master: Carlo Poddighe, Andrea Poddighe
Copertina e foto: Antonio Martella
Wayloz rappresenta il debutto solista di
Osasmuede Aigbe, chitarrista, cantante e compositore. Metà dei Gemini Blue - il duo originario del lago di Garda nato nel 2020, con il quale ha pubblicato un album ed alcuni singoli - OZ (Osasmuede) rappresenta la sua identità artistica italo-nigeriana, raffinata in anni di studio, esperienze e sperimentazioni, in
Wayloz. Il progetto si ramifica in un songwriting dalla doppia anima: la prima versata alla musica acustica, rurale, pagana e folk e la seconda, dall’assetto elettrico, che rimanda ad artisti come Jeff Buckley, Queens Of The Stone Age, All Them Witches e King Crimson. A mediare, in questa dualità contrastante e non incoerente, c’è un fil rouge rappresentato dall’estetica sonora dell’artista, l’approccio intimista verso la produzione dei brani e uno stile vocale personale.
Prendendo spunto da musicisti come John Fahey, Comus, Donovan, Nick Drake e Skip James, il debutto ufficiale di
Wayloz avviene con la pubblicazione, a luglio, di ‘Half Cast’, tre brani originali e una cover del leggendario Muddy Waters in chiusura, una sorta di viaggio all’interno di un mondo infestato da armonie desertiche, melodie rurali e ritmi tribali. Il titolo omaggia le origini nigeriane di
Oz e fornisce un quadro sonoro molto chiaro dell’artista, grazie anche alla scelta dell’utilizzo di strumenti come la chitarra a dodici corde e la chitarra dobro.
In arrivo il 21 novembre, ‘
We All Suffer’ rappresenta l’anima più elettrica di
Wayloz.
Management: Paolo Blodio Fappani
Laura Beschi